#giovaneSì…ma #coglioneNo

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“Lavori con i social network? Bello stare tutto il giorno su Facebook, eh?”

“Hai studiato Scienze della Comunicazione? Bene, un’altra che ha fatto scienze delle merendine.”

“Sei un copy…cosa? A scrivere due righe su un sito son capace anch’io.”

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Questi sono solo tre degli stereotipi su chi lavora nella comunicazione spesso come freelance, su chi è copywriter, web designer, social media manager ecc… o su chi semplicemente sta cercando di diventarlo, ma che non viene  tuttora preso sul serio per ciò che ha studiato.

I lavori creativi, dove le parole e le immagini sono il pane quotidiano, se da una parte vengono ritenuti fondamentali, dall’altra sono vittima di una credenza diffusa secondo la quale chiunque possa essere capace di svolgerli.

Sbagliatissimo.

Ci sono in gioco competenze, idee, studio, aggiornamenti costanti, notti in bianco, ferie e stipendi incerti, oltre ad una mente particolarmente creativa e attiva.

Sappiamo bene, però, che se sei giovane e vuoi affermarti in questi campi, gli ostacoli da superare sono tanti…e spesso sono rappresentati dalla superficialità propria di molti piani alti.

Per tutte queste ragioni, oltre a quelle personali che mi accomunano a tanti altri ragazzi, non posso non parlare della geniale idea di Zero, un collettivo composto da tre videomaker italiani (Stefano De Marco, Niccolò Falsetti e Alessandro Grespan): si tratta di #CoglioneNo, una campagna di sensibilizzazione per il rispetto dei lavori creativi.

Una denuncia tagliente, ironica e drammaticamente vera della realtà di molti noi giovani costretti ad accettare incarichi non pagati o a passare da uno stage all’altro, con la scusa di allungare le pagine del proprio curriculum.

“Tanto sei giovane, hai comunque fatto un’esperienza”.

Tutti ce lo siamo sentiti dire, almeno una volta (me compresa).

Con buona pace della pensione futura, che diventa vero miraggio.

Ecco, però, che i ragazzi di Zero hanno deciso di sfruttare proprio la loro creatività per rivolgere una domanda a tutti coloro che si servono dei loro lavori come fossero prestazioni gratuite: fareste lo stesso con il vostro idraulico o il vostro elettricista?

Queste le motivazioni alla base della campagna, che troverete anche sul loro sito

#coglioneNo è la reazione di una generazione di creativi alle mail non lette, a quelle lette e non risposte e a quelle risposte da stronzi. È la reazione alla svalutazione di queste professionalità anche per colpa di chi accetta di fornire servizi creativi in cambio di visibilità o per inseguire uno status symbol. È la reazione a offerte di lavoro gratis perché ci dobbiamo fare il portfolio, perché tanto siamo giovani, perché tanto non è un lavoro, è un divertimento.

Questo gennaio ZERO vuole unire le voci dei tanti che se lo sentono dire ogni volta. Vogliamo ricordare a tutti che siamo giovani, siamo freelance, siamo creativi ma siamo lavoratori, mica coglioni.

Una campagna che nel giro di poche ore è diventata estremamente popolare sul web, facendo sorridere, anche se con un pizzico di amarezza, riflettere e non solo.

I tre ragazzi di Zero, infatti, hanno a mio parere dato una bella lezione di marketing a tutti, perché creare un video virale non è affatto semplice.

Loro, però, ci sono ampiamente riusciti con questa campagna, grazie al linguaggio pungente, al legame con la realtà, al suo far leva sulle nostre esperienze e stati d’animo, alla sua capacità di coinvolgere.

Una campagna che ho il grande piacere di condividere.

Fatelo anche voi.

Alessandra Toni

Ciao, sono Alessandra! Da sempre appassionata di storie, un giorno sono entrata nella "rete" e da allora...non ne sono più uscita. Scrivo di web writing, social media marketing e comunicazione, ma parlandovene nel modo che (forse) mi riesce meglio: condividendo una storia.

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